Al Senato si è parlato di promozione della salute. E questa volta l’obiettivo è una legge e un confronto europeo
Roma, 24 marzo 2026 – Sala Caduti di Nassirya, Palazzo Madama. In Senato si è parlato di una cosa che, di solito, resta sullo sfondo. Tutti nominano la prevenzione (confusa con la diagnosi precoce o con interventi farmacologici ‘preventivi’), pochi mettono al centro la promozione della salute. Eppure, è proprio lì – prima dei sintomi, prima delle cronicità, prima di trasformare i problemi in “casi clinici” – che si gioca una parte decisiva della sostenibilità dei sistemi sanitari e della qualità della vita.
La conferenza stampa “La Promozione della Salute Sistemica al centro delle politiche pubbliche” – promossa su iniziativa della senatrice Elena Murelli – è servita a fare il punto su un anno di lavoro dell’Intergruppo Parlamentare “Promozione della Salute” e del CTFS SALUS (Comitato Tecnico Filosofico-Scientifico): un percorso che ora arriva a un passaggio politico concreto, con un Disegno di Legge sulla Promozione della Salute Sistemica pronto a entrare nel percorso istituzionale.
In sala si è respirata un’atmosfera particolare: politicamente trasversale, ricca di contenuti, concreta. Presenti parlamentari e relatori, ma anche rappresentanti di organizzazioni, professionisti e realtà sociali interessate a collaborare e a entrare nella rete europea SALUS e nel CTFS SALUS, che supportano dal punto di vista tecnico il lavoro dell’Intergruppo parlamentare. Sullo sfondo, un obiettivo comune: riportare la promozione della salute al centro delle politiche pubbliche, in Italia e in Europa, anche in vista del primo Forum europeo sulla Promozione della Salute, previsto a Venezia il 19-20 ottobre 2026.
Dalla prevenzione alla promozione: una cornice politica per i promotori di salute
Ad aprire i lavori è stata Elena Murelli, presidente dell’Intergruppo. Il suo punto di partenza è semplice: la promozione della salute non è una sfumatura linguistica, ma un cambio di impostazione. “Si parla poco di promozione della salute”, ha detto, ricordando che il percorso dell’Intergruppo è nato proprio per colmare questo vuoto. Per Murelli, infatti, “ancora prima della prevenzione dobbiamo essere promotori della nostra salute”, imparando a comprendere e ascoltare il corpo e a mettere in campo scelte quotidiane che lo mantengano in salute.
È in questa cornice che arriva l’annuncio centrale: “abbiamo intenzione di presentare un disegno di legge dedicato proprio alla promozione della salute”, con l’obiettivo di dare una cornice chiara e riconoscibile a un ambito che oggi rischia di rimanere marginale, frammentato e quindi poco efficace. Al cuore della proposta c’è una figura innovativa, il promotore della salute sistemica: un professionista attivo in ambito socio-educativo, capace di lavorare in rete con le competenze già presenti e di accompagnare i cittadini in percorsi di mantenimento e miglioramento della salute, con un approccio sistemico e motivazionale. Un passo che guarda anche oltre i confini nazionali, in vista del primo Forum Europeo sulla Promozione della Salute di Venezia, pensato come momento di confronto e accelerazione internazionale di questo percorso.
Promozione della salute come priorità comune: “oltre le appartenenze”
Un passaggio interessante – e raro, in tempi di polarizzazione – è stato quello portato da Gian Antonio Girelli, membro dell’Intergruppo “Promozione della salute” e presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla prevenzione della salute. Girelli ha confermato la necessità di arrivare prima che il danno sia comparso. E ha ricordato un dato che, se preso sul serio, cambia le priorità: “il 70% delle patologie è fortemente influenzato dal nostro modo di vivere”.
Per lui servono due azioni complementari: da un lato “persuasione e motivazione delle persone”, perché prendersi cura di sé significa coltivare “l’amore verso se stessi”; dall’altro politiche pubbliche coerenti, perché “se si vuole mangiar bene, bisogna anche mettere in condizioni le famiglie di poterselo permettere”. Il punto politico, però, è arrivato quando ha riconosciuto apertamente il valore del lavoro comune: “Con Elena abbiamo idee politiche diverse però questo non ci impedisce di darci alcune priorità condivise”.
Promozione della salute: rendere facili le scelte salutari, contrastare l’ipermedicalizzazione
Alberto Donzelli, co-presidente del CTFS SALUS e presidente della Fondazione Allineare Sanità e Salute, ha scelto un approccio rigoroso e divulgativo: definizioni, distinzioni, cornici concettuali. Un modo per chiarire – anche a chi non è del settore – che promozione della salute, insieme alla prevenzione primaria, non sono sinonimi di prevenzione secondaria/diagnosi precoce e profilassi, e che confonderli significa spesso spostare risorse e attenzione su ciò che risulta oggi “vendibile” invece che su ciò che risulta oggi è più determinante.
La promozione della salute, ha spiegato, è la prevenzione primaria “in positivo”: non solo evitare i rischi, ma costruire condizioni che sostengano benessere fisico, psichico, sociale e perfino ecologico-ambientale. E ha introdotto un concetto ancora poco diffuso nel dibattito pubblico: la prevenzione quaternaria, nata per contrastare l’ipermedicalizzazione, le sovradiagnosi, i trattamenti eccessivi e i danni da farmaci.
Il messaggio che ne deriva è chiaro: se la prevenzione viene ridotta a screening e interventi farmacologici di profilassi, rischia di “cannibalizzare” la promozione della salute e la prevenzione basata su stili di vita salutari, e lasciare scoperti i determinanti più profondi, fino a diventare – per percezione collettiva – quasi l’unica strategia attuabile per mantenersi in salute. Donzelli ha portato dati e riferimenti per sostenere che questa visione rischia di essere miope: check-up e screening possono ridurre mortalità specifiche, ma non è affatto scontato che riducano la mortalità totale; e, se ripetuti e con strumenti sempre più sensibili, possono innescare catene di trattamenti non necessari e complicanze.
Per rendere l’idea, Donzelli ha scelto un’immagine molto concreta: “ organizzare un obesity day un giorno all’anno risulta poco efficace se poi, per gli altri 364, siamo immersi in ambienti obesogeni dovunque uno giri lo sguardo o allunghi la mano”. In altre parole: non basta l’evento simbolico, non basta la campagna spot. Serve struttura, continuità, contesto. E serve – ha sottolineato – rendere le scelte salutari non solo “giuste”, ma anche facili e convenienti per tutti gli attori in gioco, inclusi quelli commerciali ed economici, se davvero si vuole spostare l’asse dalla gestione della cronicità alla costruzione della longevità sana.

Il modello svizzero: professioni riconosciute e integrazione nel sistema per rendere reale la promozione della salute
Davide Cascino, membro del CTFS SALUS e direttore di Omeonatura sagl, ha portato un esempio operativo: “in Svizzera questa è già una realtà”, ha detto, ricordando che le terapie complementari sono entrate in Costituzione nel 2009 e che da allora si è sviluppata “una vera e propria integrazione nel sistema sanitario pubblico e privato”.
Il punto che Cascino ha voluto evidenziare non è teorico, ma istituzionale: la promozione della salute diventa reale quando esistono professioni riconosciute, standard formativi e integrazione con la rete sanitaria. Nel modello elvetico, il naturopata con diploma federale è figura riconosciuta e formata con standard rigorosi: “essendo un professionista di primo contatto, si occupa prioritariamente di promuovere salute e deve essere in grado di capire se la persona ha poi bisogno di un rinvio verso un medico, uno psicologo o altri professionisti”. E qui torna un elemento ricorrente nella giornata: “lavorare in rete e in gruppo è centrale”. E ha concluso con un messaggio chiave per il contesto italiano: in Svizzera si è scelto di valorizzare le competenze già presenti sul territorio accreditando scuole professionali storiche, così da non disperdere saperi ed esperienza maturati sul campo e mantenere una formazione rigorosa ma concreta, evitando che diventasse esclusivamente accademica.
Simeoni: due paradigmi, una collaborazione. E una figura “ponte”: il promotore della salute sistemica
Milena Simeoni, co-presidente del CTFS SALUS, presidente della Fondazione Internazionale LUMEN ETS e direttrice didattica della Scuola di Naturopatia LUMEN, ha portato alla conferenza un contributo di alto valore culturale e al tempo stesso concreto. Il suo intervento si è focalizzato sul concetto di paradigma, inteso come lo “sguardo” attraverso cui osserviamo la salute e costruiamo le risposte istituzionali.
Rifacendosi all’esperienza svizzera, Simeoni ha evidenziato l’efficacia di un modello in cui medicina convenzionale e medicine complementari mantengono identità e competenze distinte, collaborando in modo ordinato. La prima si concentra su diagnosi e trattamento della patologia; la seconda adotta una visione sistemica, lavorando sull’equilibrio complessivo della persona, sullo stile di vita (alimentazione, attività fisica, meditazione, relazioni, ambiente) e sulle cause costituzionali dei sintomi. Come i due emisferi cerebrali, questi paradigmi possono cooperare in modo integrato e inscindibile per il bene comune. Da qui nasce la proposta di riconoscere in Italia il promotore della salute sistemica, una figura socio-educativa ponte tra ambito sanitario e sociale, capace di sostenere consapevolezza, continuità e motivazione nei percorsi di cambiamento.
Un elemento centrale è la coerenza del professionista: “chi può meglio motivare al cambiamento è colui che è ciò che propone”. Per questo è fondamentale formare figure che uniscano conoscenza, competenza, esperienza e credibilità.

Simeoni ha individuato le condizioni necessarie per un’efficace promozione della salute pubblica: pervasività, sistematicità, personalizzazione e sinergia con le politiche pubbliche. In particolare, la pervasività è intesa come una diffusione capillare di spazi dedicati alla promozione della salute — consultori, scuole, università, luoghi di lavoro, carceri, case di riposo — in grado di raggiungere le persone nella vita quotidiana. Inoltre, una volta attivata la motivazione, è essenziale rendere le scelte salutari semplici, accessibili ed economicamente sostenibili, e convenienti anche per gli attori in sanità.
Rendere il tema accessibile, senza sovra-semplificare la complessità
A tenere insieme interventi, tempi e passaggi è stata Daniela Bartolini, giornalista di Italia che Cambia, uno dei media partner di SALUS, presente nel ruolo di moderatrice. Il suo lavoro è stato quello di dare una cornice divulgativa e costruttiva, ha richiamato l’importanza di rendere la promozione della salute comprensibile e concreta, con una cornice giuridica ben definita. Nel ringraziare i relatori per la chiarezza comunicativa, ha sintetizzato l’obiettivo di metodo: rendere “dati alla portata di tutti e tutte” e mantenere uno spazio in cui si possano affrontare questioni complesse senza perdere la capacità di coinvolgere: anche trovando la capacità di farci sorridere di fronte a scenari complessi, perché il cambiamento passa anche dalla qualità con cui si riesce a parlarne insieme.
Venezia 19-20 ottobre: l’Italia si mette a confronto con l’Europa
Il prossimo passaggio, ora, è già fissato in agenda: il primo Forum europeo sulla Promozione della Salute, a Venezia il 19-20 ottobre 2026. L’obiettivo dichiarato è portare il lavoro italiano in un confronto internazionale e, allo stesso tempo, far nascere in altri Paesi esperienze simili: intergruppi, reti, dialoghi istituzionali.
Se l’ambizione è quella emersa chiaramente in sala, la direzione è questa: far diventare la promozione della salute non solo un’idea condivisa, ma una politica possibile. Con una cornice giuridica, professioni riconosciute e un contesto che renda facile la scelta salutare.
LINK UTILI PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI:
Informazioni sull’Iniziativa Europea SALUS
Intergruppo Parlamentare “Promozione della Salute”https://www.salusnetwork.eu/intergruppo-italia-2024-2027/




















