Vivere più anni in salute, mantenendo autonomia e qualità della vita. Dal primo Forum Europeo per la Promozione della Salute Sistemica emerge la proposta di affiancare alla cura un lavoro continuativo che coinvolga persone, comunità e politiche pubbliche. L’obiettivo è costruire un’alleanza europea tra ricerca, professionisti, istituzioni e società civile, per accompagnare le persone verso cambiamenti consapevoli e sostenibili negli stili di vita.
Roma, 27 ottobre 2026 – Vivere più a lungo è una delle grandi conquiste della medicina, ma la sfida oggi è anche un’altra: vivere più anni in salute, conservando autonomia e qualità della vita. Significa affiancare alla diagnosi e alla cura un lavoro continuativo per creare le condizioni che permettano alle persone di stare bene, lungo tutto l’arco della vita.
È questa la prospettiva al centro del primo Forum Europeo per la Promozione della Salute Sistemica, svoltosi il 19 e 20 ottobre al Palazzo della Cancelleria di Roma e proseguito il 22 e 23 ottobre con due incontri online. L’evento è stato promosso dalla Fondazione Internazionale LUMEN ETS nell’ambito dell’Iniziativa Europea SALUS, con il patrocinio dell’Intergruppo parlamentare “Promozione della Salute Sistemica”.
Quattro giornate che hanno riunito oltre trenta relatori tra ricercatori e professionisti nel settore della promozione della salute, come medici, naturopati italiani e svizzeri, accademici e rappresentanti delle istituzioni. Dall’alimentazione alla meditazione, dalla salute mentale all’ambiente, il confronto ha esplorato i diversi fattori che contribuiscono alla promozione della salute e le possibilità di collaborazione tra competenze differenti, cercando punti di incontro tra esperienze, discipline e prospettive spesso affrontate separatamente.
Come ha sottolineato Milena Simeoni, ideatrice dell’Iniziativa Europea SALUS e direttrice didattica della Scuola di Naturopatia LUMEN: «Non proponiamo di sostituire ciò che esiste, ma di colmare un vuoto, affiancare a un sistema imperniato sulla diagnosi e sulla cura della malattia un sistema capace di accompagnare ogni cittadino europeo nella costruzione della propria longevità sana».
Orientare risorse e competenze alla promozione della salute sistemica
Alimentazione, movimento, benessere relazionale, ambiente e condizioni sociali sono profondamente collegati. Promuovere la salute significa considerare questi aspetti nel loro insieme, accompagnando le persone nelle scelte quotidiane e creando contesti che rendano più facile adottare e mantenere abitudini salutari. Promuovere salute è un’attività socio-educativa che coinvolge diversi settori e politiche pubbliche, non solo il sistema sanitario, ma anche la scuola, il mondo del lavoro, le politiche sociali e ambientali.
Alberto Donzelli, medico esperto di sanità pubblica e presidente della Fondazione Allineare Sanità e Salute, ha richiamato l’attenzione sui meccanismi economici di un sistema sanitario che oggi remunera prevalentemente le prestazioni legate alla malattia. «Occorrerebbe allineare le convenienze e gli interessi, anche economici, dei diversi attori in sanità alla salute», ha osservato, proponendo modelli che diano valore, anche in termini di retribuzione dei professionisti e di finanziamento delle organizzazioni in cui operano, alla longevità in buona salute e senza disabilità.
Sul piano istituzionale, Elena Murelli, senatrice e presidente dell’Intergruppo parlamentare, ha sottolineato la necessità di integrare la promozione della salute sistemica nelle politiche pubbliche, mentre Gianantonio Girelli, deputato e membro dell’Intergruppo, ha richiamato l’importanza della prevenzione primaria e dell’accessibilità, soprattutto per le persone che incontrano maggiori difficoltà economiche e sociali. Umberto Agrimi, dell’Istituto Superiore di Sanità, ha sottolineato l’importanza di costruire collegamenti tra le diverse iniziative dedicate alla visione sistemica della promozione della salute, capace di unire salute umana, animale e ambientale, in una prospettiva One Health.

Sangyoung Ahn, medico di medicina coreana e Technical Officer dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha portato il contributo della strategia dell’OMS sulle medicine tradizionali, complementari e integrative, come patrimonio di conoscenze e pratiche utili alla promozione della salute, ribadendo l’importanza della ricerca, della collaborazione professionale e della documentazione dei risultati.
Dalla consapevolezza alle scelte quotidiane
Sappiamo quanto siano importanti una buona alimentazione, il movimento e il riposo, eppure modificare le proprie abitudini e superare dannose dipendenze può essere difficile. Proprio il passaggio dalla conoscenza alla pratica è stato uno dei temi affrontati durante il Forum, che ha dedicato spazio alla consapevolezza e agli strumenti per accompagnare le persone nel cambiamento.
La meditazione è stata al centro degli interventi di Davide Maria Pirovano, fondatore di LUMEN, naturopata e insegnante di meditazione, e di Daniel Lumera, biologo naturalista, autore e divulgatore. Pirovano ha sottolineato il ruolo della consapevolezza nel riconoscere gli automatismi e modificare i comportamenti consolidati; Lumera ha richiamato la ricerca sui possibili benefici della pratica meditativa per il benessere psicologico e la capacità di recuperare attenzione.
A completare il confronto Karl-Heinz Steinmetz, esperto di Medicina Tradizionale Europea e professore associato di Spiritual Care presso l’Università di Vienna, che ha proposto una pratica legata al movimento e alla respirazione che recupera la tradizione monastica europea, mentre Emiliano Toso, biologo molecolare e compositore, ha portato il contributo della musica ai percorsi di benessere. È emersa così l’importanza di affiancare alle conoscenze strumenti che aiutino le persone a tradurle in comportamenti quotidiani, sostenibili nel tempo e coerenti con le proprie condizioni di vita.
La salute delle persone è legata a quella dell’ambiente
Il rapporto tra salute individuale e salute degli ecosistemi ha attraversato numerosi interventi, mostrando quanto la qualità dell’ambiente, del cibo e delle condizioni di vita influisca sul benessere delle persone.
Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, ha approfondito il legame tra fertilità del suolo, alimentazione e salute, mentre Franco Berrino, medico ed epidemiologo, ha proposto una riflessione critica sulla crescente medicalizzazione della vita e su una medicina sempre più concentrata sulle diagnosi e sui singoli meccanismi biologici, con il rischio di perdere di vista la persona nella sua complessità. Berrino ha invitato a passare dalla medicina dell’organismo alla medicina dell’ecosistema, riconoscendo le connessioni tra salute umana, microbioma, biodiversità e ambiente. Una prospettiva che richiama la necessità di prendersi cura anche delle condizioni che favoriscono la salute, oltre che delle malattie.
La dieta mediterranea e le prove a sostegno dei suoi effetti sulla salute sono state al centro dei contributi di Roberto Volpe, medico e ricercatore, e Licia Iacoviello, epidemiologa e direttrice del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed. Il cardiologo Umberto Trecroci ha approfondito le connessioni tra alimentazione, microbiota e salute cardiovascolare, mentre Katharina C. Wirnitzer, docente e ricercatrice austriaca, ha affrontato le conseguenze della sedentarietà e il ruolo del movimento, anche in relazione alle disuguaglianze sociali.
Dalle abitudini individuali, l’attenzione si è spostata alle esposizioni ambientali e ai loro effetti sull’organismo, attraverso gli interventi di Robert Barouki, medico, biochimico e direttore dell’Istituto tematico di Sanità pubblica dell’Inserm di Parigi, e di Cezmi A. Akdis, immunologo di fama internazionale, figura di riferimento nella ricerca su asma, allergie e immunologia, che ha parlato della teoria della barriera epiteliale e di come determinate sostanze possano compromettere le barriere protettive della pelle, dell’apparato respiratorio e dell’intestino, influenzando il microbiota e la risposta immunitaria. Rosario Schicchi, professore di Botanica sistematica all’Università di Palermo, ha richiamato il rapporto tra natura e benessere psicofisico, mentre Cesare Fera, ingegnere e imprenditore nel settore delle energie rinnovabili con FERA srl, ha approfondito le connessioni tra energia, cambiamento climatico e salute.
Questi contributi hanno trovato un punto di incontro nella visione della salute planetaria e nell’approccio One Health, che riconosce l’interdipendenza tra la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente. Holger Jens Schünemann, epidemiologo clinico ed esperto di sanità pubblica, ha affrontato l’integrazione della salute planetaria nelle linee guida sanitarie, evidenziando l’importanza di tradurre queste conoscenze nelle decisioni e nelle pratiche di salute pubblica.
Competenze diverse per accompagnare la persona
Un altro tema centrale è stato il dialogo tra professioni sanitarie e figure impegnate nella promozione della salute e del benessere, nel rispetto delle rispettive competenze. Un confronto che ha messo in luce esperienze già avviate, possibilità di collaborazione e questioni ancora aperte sul piano della ricerca e della valutazione dei risultati.
Rosaria Ferreri, responsabile scientifica della Medicina Integrata di Pitigliano, ha presentato un’esperienza sviluppata nella sanità pubblica, nella quale la collaborazione tra professionisti si accompagna alla valutazione degli esiti.
Nell’ambito della salute mentale, Marco Bertali, psichiatra e psicoterapeuta, ha richiamato l’importanza di considerare la persona nella complessità delle sue relazioni, in una visione olistica e sistemica della psichiatria. Giuseppe Tibaldi, psichiatra e membro del Direttivo della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP) e della Consulta regionale per la salute mentale dell’Emilia-Romagna, ha affrontato il tema della deprescrizione in psichiatria e della partecipazione dei pazienti alle decisioni terapeutiche, sempre sotto supervisione clinica, mentre Lorenzo Del Moro, medico e ricercatore, ha illustrato studi sugli interventi di promozione della salute sistemica nei disturbi depressivi, con le prove forti quanto sottovalutate dell’importanza di un’alimentazione ed attività fisica salutari nelle loro prevenzione e trattamento.
Le esperienze presentate da alcuni naturopati hanno portato al Forum alcuni casi concreti di accompagnamento della persona, evidenziando il ruolo degli stili di vita, delle relazioni e della collaborazione tra competenze differenti.

Antonella Crotti, naturopata e consulente in terapia alimentare, ha raccontato il percorso decennale di una donna con morbo di Crohn, seguito in collaborazione con i medici curanti attraverso un lavoro sull’alimentazione personalizzata, il movimento e il benessere complessivo. Secondo i dati presentati, nel tempo sono stati osservati miglioramenti degli indicatori di infiammazione intestinale.
Davide Cascino, naturopata e omeopata con diploma federale svizzero, ha presentato il caso di un giovane di 19 anni con precedenti ricoveri psichiatrici e una condizione di isolamento. Attraverso un percorso che ha coinvolto professionisti e servizi di sostegno, lavorando sulle abitudini quotidiane, sulle relazioni e sulle risorse personali, il ragazzo è riuscito, secondo quanto riferito, a recuperare autonomia e trovare un impiego.
Soili Rainieri, naturopata e vicepresidente della Fondazione Internazionale LUMEN, ha raccontato la storia di una donna di 71 anni che, durante una grave crisi depressiva, aveva perso gran parte della propria autonomia. Il sostegno integrato della psichiatra, dei familiari e della comunità LUMEN ha accompagnato il suo progressivo ritorno alle attività quotidiane e alla vita sociale, mostrando l’importanza delle relazioni e della partecipazione comunitaria.
Rolf Backenecker, naturopata con diploma federale svizzero, ha approfondito il rapporto tra alimentazione, microbioma e costituzione individuale attraverso il caso di una donna con morbo di Crohn e reflusso, seguita per circa quattordici anni.
Un esempio di questo possibile dialogo tra medicina e naturopatia è stato presentato da due relazioni che hanno affrontato il rapporto tra naturopatia e ricerca clinica nell’ambito dell’emicrania. Eugenia Rota, neurologa, ha approfondito le nuove prospettive della prevenzione dell’emicrania, che colpisce una persona su sette nel mondo. Considerati i limiti delle terapie farmacologiche, ha sottolineato l’importanza di affiancare ai farmaci interventi personalizzati su alimentazione, movimento e sonno, tenendo conto anche dei fattori psicologici e socio-economici che influenzano la malattia.

Su questo tema è intervenuto anche Enrico Lambri, naturopata e docente LUMEN, che ha presentato uno studio controllato randomizzato, attualmente in corso, per valutare il contributo di un percorso naturopatico integrato nella prevenzione dell’emicrania. Il protocollo combina interventi sugli stili di vita, meditazione, attività fisica e trattamenti naturopatici, con risultati ancora preliminari ma molto promettenti.
In questa prospettiva si colloca anche la figura dei Promotori della Salute Sistemica, a carattere socio-educativo e non sanitario, impegnati nel diffondere conoscenze, sviluppare consapevolezza e sostenere l’adozione di stili di vita salutari, senza sovrapporsi alle competenze delle professioni sanitarie.
Le esperienze presentate hanno mostrato possibilità di collaborazione, ma anche la necessità di continuare a investire nella ricerca e nella valutazione della sicurezza, dell’efficacia e degli esiti degli interventi. L’obiettivo condiviso è mettere la persona al centro, costruendo un dialogo nel quale ogni professionista contribuisca con le proprie competenze e responsabilità.
Dal Forum a un’alleanza europea per la salute
Il Forum di Roma rappresenta una tappa di un percorso più ampio. L’obiettivo dell’Iniziativa Europea SALUS è costruire un’alleanza che metta in dialogo ricerca, professionisti, istituzioni, imprese e cittadini, affinché la promozione della salute trovi uno spazio sempre maggiore nelle politiche pubbliche e nella vita dei territori europei.
Milena Simeoni ha richiamato la necessità di sviluppare una ricerca capace di osservare le interazioni tra i diversi fattori che influenzano la salute, superando lo studio isolato dei singoli elementi. Un approccio che ha illustrato anche attraverso l’esempio della pelle, organo strettamente connesso ai sistemi nervoso, immunitario, endocrino e vascolare, la cui salute risente dell’alimentazione, dello stress, del sonno e delle relazioni. Simeoni ha proposto nuove domande di ricerca, dal rapporto tra intestino e pelle alla possibilità che interventi sugli stili di vita contribuiscano a ridurre le recidive delle patologie cutanee croniche.

In questa prospettiva ha invitato anche a recuperare i modelli delle medicine tradizionali europee e mediterranee, per studiarli con strumenti scientifici e verificarne le possibili applicazioni. Da questa esigenza nasce anche il progetto DataSALUS, una piattaforma digitale di ricerca indipendente ancora in fase di elaborazione, pensata per mettere in rete professionisti di discipline differenti e raccogliere dati utili a comprendere meglio i fattori che contribuiscono alla salute in una prospettiva sistemica.
L’intenzione è dare continuità alle relazioni avviate durante il Forum, promuovere nuove collaborazioni e sviluppare proposte fondate sul confronto scientifico e sulle esperienze maturate nei territori. Il percorso proseguirà il 5 dicembre 2026 con una sessione online extra del Forum, un’ulteriore occasione per approfondire i temi emersi a Roma, condividere esperienze e allargare il confronto a nuove realtà interessate alla promozione della salute sistemica. SALUS invita professionisti, organizzazioni, aziende e cittadini interessati a partecipare e a seguire le indicazioni per l’iscrizione attraverso i canali ufficiali dell’iniziativa.
La musica e la convivialità come elementi di promozione della salute
Tutto l’evento è stato accompagnato, nei passaggi tra mattina e pomeriggio, da momenti musicali in sintonia con il messaggio del Forum. La serata del 19 ottobre si è conclusa con “Armonie musicali”, un concerto organizzato in occasione della cena di gala, che ha visto alternarsi al pianoforte Iris Arbustini ed Elia Pirovano, con brani di Claude Debussy, Camille Saint-Saëns, Johannes Brahms e brani originali di Elia Pirovano. La seconda parte, intitolata “Il canto di Ildegarda. Nel suo e per il nostro tempo”, ha visto protagonisti Elena Modena e Ilario Gregoletto dell’INUNUM Ensemble, che hanno accompagnato il pubblico alla scoperta della musica di Ildegarda di Bingen. La cena di gala, organizzata e offerta da Palazzo Belvedere Hotel Spa & Urban Retreat, ha completato la serata con un menu che ha valorizzato ingredienti e preparazioni di ispirazione vegetale, in linea con i principi della promozione della salute sistemica.

Sponsor e media partner
Il Forum è stato organizzato grazie al contributo non condizionante dei main sponsor NaturaSì, Palazzo Belvedere Hotel Spa & Urban Retreat e Click to Green, e degli sponsor Banca Etica, IW Business, ForLive, Remedia, Casa Raphael, SOCAF – Soluzioni per il cleaning e BV Frutta.
Media partner: Italia che Cambia, UAM.TV, Veggie Channel, Bio&Sostenibile, greenplanner, L’altra medicina Magazine (AMPAS), Pianeta Salute TV e Macrolibrarsi.
La rete è aperta al coinvolgimento di nuovi sponsor e partner disponibili a sostenere lo sviluppo delle attività e dei progetti futuri, nel rispetto dell’indipendenza scientifica e dei principi che orientano l’iniziativa. Per informazioni sulle opportunità di collaborazione è possibile contattare la segreteria organizzativa all’indirizzo info@salusnetwork.it .
Programma completo e relatori:
https://shp-forum.eu/
Informazioni sull’Iniziativa Europea SALUS
Intergruppo Parlamentare “Promozione della Salute Sistemica”
Comitato Tecnico Filosofico Scientifico SALUS
https://www.salusnetwork.eu/ctfs-italia/







