Feedback su iniziativa “Raccomandazione del Consiglio sui controlli dello stato di salute cardiovascolare: individuazione precoce e screening”

Roma, 24 marzo 2026 – Le malattie cardiovascolari restano una priorità di sanità pubblica nell’UE e richiedono strategie di prevenzione efficaci, eque e basate sulle migliori prove disponibili. In questo contesto, il CTFS SALUS ha inviato alla Commissione europea il presente contributo nell’ambito di Have Your Say, per migliorare l’impostazione della Raccomandazione in discussione.

Le malattie cardiovascolari rappresentano una priorità di sanità pubblica nell’UE. Tuttavia, l’impostazione dell’iniziativa – che presenta “individuazione precoce e screening tramite controlli sanitari” come fondamentali per la prevenzione e suggerisce che “un intervento tempestivo riduce la probabilità di infarti e ictus” – rischia di sovrastimare l’efficacia dei programmi di screening e di sottovalutarne i potenziali danni (sovradiagnosi, sovratrattamenti, eventi avversi, ansia e costi) e oscurare il valore degli interventi di prevenzione primaria con particolare attenzione a quelli di promozione della salute sistemica.

Le migliori prove disponibili (rassegne sistematiche di RCT) indicano che i general health checks hanno poco o nessun effetto sulla mortalità totale, con alto grado di certezza;  e, con certezza moderata, nessun beneficio su mortalità cardiovascolare, ischemia cardiaca o ictus cerebrale. In alcune analisi emerge una tendenza a esiti peggiori nei trial più recenti, condotti in Europa e con follow-up prolungato. 

In assenza di una valutazione d’impatto, è essenziale che la Raccomandazione:

  1. distingua chiaramente tra screening motivato da sospetto diagnostico e screening sistematico di popolazione, evitando quest’ultimo se non supportato da valide e forti prove di benefici netti su esiti “hard” di mortalità;

  2. includa requisiti stringenti di valutazione del beneficio netto (anzitutto mortalità totale) e di monitoraggio;

  3. priorizzi interventi di prevenzione primaria ad alta efficacia e basso costo su determinanti maggiori: alimentazione, attività fisica, tabacco, riducendo l’enfasi su target surrogati (es. colesterolo LDL) quando non chiaramente correlati a una maggiore longevità sana;

  4. stabilisca come primo passo, e comunque metta al centro in ciascuno dei passaggi successivi, interventi di documentata efficacia di promozione della salute in chiave sistemica (che agisce in modo interdisciplinare e sinergico su più determinanti di salute) e a livello di popolazione.

Proponiamo quindi una Raccomandazione centrata su promozione della salute sistemica, a livello di popolazione, oltre a prevenzione primaria e riduzione dei determinanti comportamentali, con eventuali controlli clinici mirati, basati sul rischio e su prove valide e forti di beneficio netto.

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