Dalla ricerca indipendente all’economia del benessere: l’intergruppo rilancia una visione sistemica della promozione della salute
Il decimo incontro dell’Intergruppo Parlamentare sulla Promozione della Salute Sistemica ha rilanciato il percorso verso un testo condiviso con l’Intergruppo One Health sulla proposta di legge dedicata alla promozione della salute sistemica e alla relativa figura professionale.
Alla riunione, presieduta dalla senatrice Elena Murelli con i co-presidenti del CTFS SALUS nat. Milena Simeoni e dott. Alberto Donzelli, hanno partecipato parlamentari, rappresentanti istituzionali ed esperti provenienti da sanità pubblica, ecologia, ricerca, cultura, intelligenza artificiale, agricoltura ed energie rinnovabili. Presenti l’on. Carmen Di Lauro e la sen. Antonella Zedda. Significativa anche la presenza della dott.ssa Laura Rossi dell’Istituto Superiore di Sanità. Tra i relatori anche alcuni rappresentanti dell’economia del benessere: Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, e Cesare Fera, presidente di FERA srl, che hanno approfondito rispettivamente il rapporto tra agricoltura e promozione della salute e quello tra transizione energetica, ambiente e benessere.
Il confronto ha ribadito il valore dell’approccio sistemico, capace di collegare promozione della salute, ambiente, relazioni, alimentazione, innovazione ed economia. Tra i prossimi passaggi: il Forum Europeo per la Promozione della Salute Sistemica, previsto a Roma il 19 e 20 ottobre 2026.
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Roma, 15 settembre 2026 — Prosegue il confronto per arrivare a un testo condiviso con l’Intergruppo parlamentare One Health sulla proposta di legge quadro per Promozione della Salute Sistemica e sulla figura del relativo Promotore. È questa la principale prospettiva emersa dal decimo incontro dell’Intergruppo Parlamentare sulla Promozione della Salute Sistemica, svoltosi a Palazzo Cenci, a Roma, in un clima disteso e collaborativo, segnato anche da momenti di intensa partecipazione.
Ad aprire i lavori è stata la presidente dell’Intergruppo, senatrice Elena Murelli. Alla riunione ha partecipato anche l’onorevole Carmen Di Lauro, componente della Commissione Affari sociali della Camera e dell’Intergruppo parlamentare Promozione della Salute Sistemica. Hanno inoltre seguito i lavori la senatrice Antonella Zedda, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2, e la dott.ssa Laura Rossi , direttrice dell’Unità operativa Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità. Quest’ultima presenza testimonia il progressivo ampliamento delle relazioni istituzionali promosse dall’iniziativa europea SALUS e dall’Intergruppo.
Nel corso dell’aggiornamento sul disegno di legge è stato illustrato il lavoro di revisione svolto negli ultimi mesi, con l’integrazione di elementi riconducibili all’approccio One Health. La proposta distingue la qualifica del promotore della salute sistemica da qualifiche complementari riferite ai diversi determinanti della salute e precisa la natura socio-educativa, non sanitaria, della figura, per evitare sovrapposizioni con professioni sanitarie e ordinistiche già regolamentate.
«Abbiamo deciso di mettere insieme, in modo sistemico, le idee che emergono dai due Intergruppi (Promozione della Salute Sistemica e One Health), affinché la proposta possa diventare univoca», ha affermato la senatrice Elena Murelli, sottolineando come l’approccio sistemico consenta di considerare la persona nella sua interezza e di orientare le politiche verso una approccio alla salute sempre più adeguato alla complessità individuale.
«Mi ritrovo pienamente nella visione sistemica della salute dell’essere umano e nel suo collegamento con l’ambiente e con gli animali. Esistono relazioni ancora troppo spesso trascurate che influenzano la salute della persona nella sua totalità.» ha ribadito l’on. Carmen Di Lauro.
Il termine “sistemico” è tornato più volte nel dibattito come chiave interpretativa capace di collegare salute umana, ambiente, relazioni sociali, stili di vita, ricerca, economia, cultura e innovazione. La pluralità degli interventi ha mostrato come competenze provenienti da settori molto diversi possano convergere su un fronte comune: promuovere condizioni che generino salute, intervenendo sui determinanti prima che si manifestino malattia e fragilità.

Nel quadro della promozione della salute sistemica, uno temi chiave trattati dall’Intergruppo è la disponibilità di prove scientifiche che orientino adeguatamente le politiche pubbliche. Nel suo intervento, Alberto Donzelli, medico esperto di sanità pubblica e co-presidente del CTFS SALUS, ha richiamato la necessità che le politiche pubbliche si fondino su prove scientifiche valide e forti, prodotte attraverso studi comparativi indipendenti da conflitti di interessi. Ha mostrato come gli interessi economici degli sponsor possano condizionare la scelta delle domande di ricerca, il disegno degli studi, l’interpretazione dei risultati e la loro comunicazione, generando distorsioni sistematiche note come industry bias, oltre ai bias, indipendenti dal precedente, associati a relazioni finanziarie dei ricercatori con gli sponsor. Ha quindi invitato a valutare criticamente la letteratura scientifica, distinguendo tra studi osservazionali e studi randomizzati controllati e considerando, oltre ai risultati, la qualità metodologica complessiva attraverso strumenti condivisi come il metodo GRADE. Gli esempi relativi alla supplementazione di vitamina D e all’impiego di farmaci antivirali contro l’influenza, specie quella che ha portato all’ospedalizzazione, sono stati utilizzati per mostrare come conclusioni ricavate da associazioni osservazionali possano differire da quelle degli studi comparativi e perché le decisioni di sanità pubblica debbano poggiare sulle prove scientifiche più valide disponibili. «La qualità del disegno dello studio fa la differenza: gli studi osservazionali possono suggerire associazioni, ma sono gli studi randomizzati controllati a offrire basi più affidabili per valutare gli effetti di un intervento», ha sottolineato Donzelli
Milena Simeoni, naturopata con diploma federale svizzero, ideatrice dell’iniziativa SALUS e co-presidente del CTFS SALUS, ha aperto il proprio intervento ringraziando la presidente dell’Intergruppo e tutti i parlamentari coinvolti, insieme alla Rete SALUS e ai professionisti che partecipano con continuità ai lavori del CTFS. Ha quindi descritto il CTFS SALUS come la «materializzazione concreta» del cambio di paradigma proposto dal 2019 dall’iniziativa SALUS: linguaggi e competenze differenti che si incontrano ponendo al centro la promozione della salute sistemica, per costruire un sistema capace di generare longevità sana. In questa prospettiva, un ruolo centrale è affidato alla ricerca. Gran parte della ricerca biomedica è oggi concentrata sulla malattia e una quota rilevante è sostenuta da aziende che producono farmaci o tecnologie, i cui interessi economici influenzano priorità e risultati. Simeoni ha proposto di ampliare il campo della ricerca, dedicando maggiore attenzione alla promozione della salute sistemica e agli stili di vita e individuando indicatori e biomarcatori funzionali adeguati a valutare gli effetti. Nella parte conclusiva ha presentato alcuni progetti concreti per tradurre l’approccio SALUS in attività di ricerca. Tra questi, l’avvio presso la Fondazione Internazionale LUMEN ETS di un fondo per la ricerca indipendente sulla promozione della salute sistemica, destinato a selezionare e sostenere progetti attraverso un comitato tecnico, garantendo indipendenza metodologica, trasparenza e accessibilità di protocolli e risultati. Infine, Simeoni ha inoltre fornito alcuni aggiornamenti su DataSALUS, la futura piattaforma nata per mettere in rete professionisti che operano nella promozione della salute sistemica e coinvolgere cittadini e territori in percorsi di ricerca diffusi. «Se imprese, professionisti, cittadini e istituzioni contribuiscono a un sistema comune, la ricerca indipendente può alimentare un circuito virtuoso: produrre conoscenza sulla promozione della salute sistemica, orientare scelte e stili di vita e sostenere un’economia del benessere capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini», ha concluso Simeoni.
Tommaso Carmenati ha presentato Mediterrando, un progetto di viaggio, divulgazione e ricerca dedicato ai popoli e alle culture del Mediterraneo. Una ricerca eco-bio-antropologica che attraverserà il Mediterraneo per riportare l’attenzione sulle sue risorse, sulle comunità che lo abitano, sui saperi e sulle tradizioni che hanno attraversato i secoli e sulle forme che assumono nel presente. Il progetto, in collaborazione con l’iniziativa SALUS su stimolo della co-presidente Simeoni Milena, intende inoltre contribuire alla raccolta di materiali e dati utili a valutare un possibile percorso di riconoscimento della Medicina Tradizionale Europea e Mediterranea come patrimonio culturale immateriale UNESCO. «Canti, danze, rituali, feste e saperi tradizionali non rappresentano semplicemente fenomeni folkloristici, ma vere e proprie tecnologie culturali, capaci di creare coesione, regolazione, appartenenza e significato. Non sono fenomeni coreografici, ma fenomeni biologici, psicologici, sociali, simbolici e antropologici.». Grazie a queste iniziative, SALUS si muove anche nel settore culturale con l’obiettivo di riconoscere le radici della promozione della salute sistemica che, in questo caso, risiedono nelle antiche tradizioni del Mediterraneo, culla della medicina Ippocratica.

Vittorio Carlei, docente di Economia dell’intelligenza artificiale presso l’Università Gabriele d’Annunzio e Luiss, ha affrontato rischi e opportunità dell’adozione dell’IA nelle professioni, in particolare in quelle connesse alla salute. Ha invitato a distinguere le attività meccaniche delegabili da scelte, responsabilità e relazioni umane che devono restare sotto il governo consapevole delle persone e dei professionisti. «L’intelligenza artificiale può supportare le attività meccaniche e organizzative, ma le scelte, le relazioni con le persone e le nostre responsabilità non possono essere delegate.». L’intervento si inserisce all’interno del processo sviluppo del progetto DataSALUS, che vede coinvolto il prof. Carlei come esperto capace di integrare, in modo consapevole, l’IA all’interno della piattaforma di raccolta dati dei professionisti della promozione della salute sistemica.
Il confronto si è poi esteso alla salute del pianeta. La partecipazione di Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, si inserisce nel crescente impegno dell’azienda al fianco di SALUS. NaturaSì è main sponsor del Forum Europeo per la Promozione della Salute Sistemica e la partnership intende andare oltre il sostegno all’evento, contribuendo alla costruzione di un’economia del benessere in cui salute umana e salute degli ecosistemi siano considerate parte di un unico sistema. In questa prospettiva, Brescacin ha richiamato il legame tra qualità del suolo, biodiversità, agricoltura e promozione della salute in chiave sistemica, proponendo un modello agroecologico capace di affiancare alla produzione di cibo la cura e la rigenerazione degli ecosistemi. «Non possiamo pensare alla salute dell’individuo senza pensare alla salute del pianeta: abbiamo bisogno di un ambiente sano, di cibo sano, di acqua pulita e di aria respirabile.».
Cesare Fera, presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative (FERA srl), ha aperto il proprio intervento ricordando l’origine della sua scelta professionale:nel 1991, mentre studiava ingegneria elettrica a Padova e assisteva allo scoppio della guerra del Golfo, si interrogò su come il petrolio potesse essere all’origine di tanti conflitti e maturò la decisione di dedicarsi alla ricerca di soluzioni energetiche alternative. Da quella scelta è nato un percorso che oggi incontra la visione di SALUS. FERA SRL, main sponsor del Forum Europeo e costante sostenitore dell’iniziativa SALUS, ha anche avviato una partnership con l’iniziativa volta a rafforzare il legame tra promozione della salute sistemica ed economia del benessere, approfondendo e misurando il contributo delle energie rinnovabili alla qualità dell’aria, all’agricoltura, all’ambiente e alla qualità della vita dei cittadini. Fera ha concluso sottolineando la necessità di ampliare lo sguardo: «Le energie rinnovabili non riguardano più soltanto il cambiamento climatico e l’indipendenza energetica, ma anche la salute delle persone e dell’agricoltura. Dobbiamo misurare con maggiore accuratezza gli effetti della transizione energetica sull’ambiente e sulla salute.»
Fausto Manes, professore emerito di Ecologia alla Sapienza Università di Roma e coordinatore del tavolo tecnico Ambiente e Salute dell’Intergruppo One Health, ha ricondotto i diversi contributi alla natura complessa degli ecosistemi e alla necessità di integrare le dimensioni sociale, economica e ambientale. La sua partecipazione prosegue il lavoro congiunto avviato dopo il precedente incontro: anche grazie al confronto con il prof. Manes, la proposta di legge quadro sulla promozione della salute sistemica è stata arricchita con i principi dell’approccio One Health, rafforzando la connessione tra salute umana, animale, vegetale e degli ecosistemi. Nel suo intervento ha anche richiamato il ruolo dei servizi ecosistemici e dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030, evidenziandone il contributo alla costruzione di una visione normativa più ampia. Ha concluso affermando: «Il termine sistemico è di fondamentale importanza: siete all’avanguardia nel dare uno stimolo alla società su questi temi».
La varietà degli interventi — dalla sanità pubblica alla ricerca, dalle tradizioni culturali all’intelligenza artificiale, dall’agroecologia alle energie rinnovabili — ha reso visibile il tratto distintivo del lavoro dell’Intergruppo e del CTFS SALUS: costruire connessioni tra saperi diversi, senza ridurre la salute a un singolo settore o alla sola assenza di malattia.
Tra i prossimi passaggi annunciati figurano il confronto tra i rappresentanti dell’iniziativa SALUS e quelli dell’Intergruppo One Health per la definizione del testo condiviso della proposta di legge quadro sulla Promozione della Salute Sistemica e il Forum Europeo per la Promozione della Salute Sistemica, in programma a Roma il 19 e 20 ottobre 2026. È stato inoltre ricordato l’incontro conclusivo annuale dell’Intergruppo e del CTFS SALUS, previsto il 27 novembre a Montecatini Terme.
L’obiettivo comune è consolidare una proposta politica e culturale capace di integrare salute umana, ambiente, società ed economia, trasformando la promozione della salute sistemica in un terreno concreto di cooperazione tra istituzioni, ricerca, professioni, imprese e società civile.
LINK UTILI PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI:
Informazioni sull’Iniziativa Europea SALUS
Intergruppo Parlamentare “Promozione della Salute Sistemica”
Comitato Tecnico Filosofico Scientifico SALUS
https://www.salusnetwork.eu/ctfs-italia/


