SALUS lancia un crowdfunding sull’efficacia della naturopatia nella cura dell’emicrania.

L’emicrania interessa il 25% delle donne in età fertile e viene classificata secondo l’OMS al secondo posto tra le patologie invalidanti. Affrontare il problema con l’utilizzo di farmaci è una soluzione possibile che non risolve il problema alla radice. Un numero crescente di persone si rivolge alle Medicine Tradizionali e Complementari per affrontare questo disagio, tuttavia mancano studi a livello internazionale sulle prove di efficacia di questo settore.

SALUS propone una raccolta fondi per finanziare un progetto che ha lo scopo di dimostrare che curare l’emicrania cambiando stile di vita è possibile oltre che ecosostenibile. Questa ricerca si propone di valutare, con rigore scientifico, l’efficacia della naturopatia nella prevenzione e cura dell’emicrania. 

Il 40% del costo del progetto è ad oggi coperto grazie all’attivazione di risorse volontarie e grazie ad una prima sponsorizzazione di un’impresa turistica di rilievo internazionale (Borgo Egnazia). Per portare a termine lo studio si stima in 100.000 euro la somma ancora necessaria: 40.000 euro saranno coperti con una iniziativa di crowdfunding, i restanti 60.000 euro con un bando di finanziamento. 

Il progetto di ricerca si avvale della supervisione filosofico-scientifica di Milena Simeoni, naturopata, docente e fondatrice di LUMEN APS e della dottoressa Eugenia Rota, medico chirurgo, specialista in Neurologia e Direttore della Struttura Complessa di Neurologia Novi Ligure (AL). 

Lo studio è un Randomized Controlled Trial (RCT) che tratterà 84 persone, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con diagnosi di emicrania e prevederà 6 mesi di trattamenti naturopatici. Le attività saranno svolte presso la sede di LUMEN a San Pietro in Cerro (PC), sede dell’omonimo ecovillaggio, un grande cascinale del ‘600 ristrutturato e con ampi spazi verdi.

“L’intervento naturopatico ha un alto valore etico” spiega Milena Simeoni “poiché agisce sugli stili di vita e comporta un minor impatto ambientale, minor consumo di proteine animali e maggiore prevenzione sulle patologie cronico-degenerative”. “Lo studio” prosegue “ha anche un altro aspetto etico: l’intervento naturopatico verrà offerto anche al braccio di controllo al termine dei primi sei mesi di monitoraggio”.